Il Turismo che Verrà: Le Chiavi per Inventarlo!

 Danilo Taglietti

Marketing Strategist

Riapertura della mobilità tra regioni e delle frontiere tra Paesi europei; addio all’autocertificazione per spostarsi; a breve, anche addio alla mascherina nei luoghi aperti: giorno dopo giorno, si sta realizzando quella che possiamo chiamare la “Fase 3”, caratterizzata dalla convivenza con il Covid-19. 

Possiamo uscire senza preoccuparci di dover avere una buona motivazione per farlo: stiamo ritornando alla normalità. Certo, non proprio quella di prima. Una nuova normalità: con l'onnipresente distanziamento sociale, i divieti di assembramento e tante piccole norme che cambiano la nostra quotidianità, al bar come al ristorante, al mare come in città.

Il virus non è stato sconfitto ed è necessario prestare ancora più attenzione: come cittadini e come imprenditori. 

Come potranno le aziende sopravvivere, con meno clienti? Immaginiamo il turismo che verrà!

La nuova normalità sembra suggerire che ci sia bisogno di un nuovo modo di fare impresa. Soprattutto nel turismo.

Anzitutto, come abbiamo provato ad illustrare nel nostro ultimo articolo, il Covid-19 ha generato una modificazione del target di riferimento. Almeno per questo 2020, ma probabilmente anche negli anni a seguire, i flussi turistici diverranno prevalentemente domestici, se non addirittura infra-regionali. E’ ormai certo che il trend del 2020 sarà quello della prossimità: la regione vicina, il borgo storico, la spiaggetta sperduta.

Ciò si tradurrà, inevitabilmente, per le nostre imprese, nell’avere un bacino di potenziali turisti più ristretto. Ma anche: diversamente composto. Come fare a promuovere il proprio albergo, il proprio ristorante, il proprio lido balneare, la propria attività verso questo nuovo target?

In Sicilia, ad esempio, si sta pensando di offrire una notte gratis a tutti coloro che ne prenotano due. Noi crediamo che abbassare i prezzi  non sia la risposta giusta!

La gara al ribasso, alla svendita, allo sconto è la cosa più sbagliata e scorretta da fare, in un contesto economico già disastroso. Quale tipo di turismo ci possiamo aspettare da chi basa la propria scelta sul prezzo più basso? Quali prospettive si aprono per gli operatori che decidono di tuffarsi in una gara per conquistare i turisti offrendo oggi 5, domani 10, dopodomani 20 euro in meno? E che immagine trasmette l’azienda che vende a 10 quel che fino a ieri costava 20? O si sta aprendo ad un possibile fallimento, perché lavora sottocosto, o rende chiaro a tutti che, fino al giorno prima, lucrava oltremodo, applicando un mark-up non giustificato.

Inventiamo il Turismo che verrà!
Una strada possibile: Specializziamo l’offerta, aumentiamo il Valore.

Quando si parla di arricchimento dell’offerta, generalmente, si pensa ad un ampliamento in orizzontale, ossia all’aggiunta di altri servizi (anche abbastanza lontani dal proprio servizio principale) che possano essere di interesse per un target potenziale. Ad esempio, un albergo che, avendo una spiaggia attrezzata privata, allestisse un centro congressi per attrarre anche il turismo connesso ai meetings, starebbe ampliando orizzontalmente la propria offerta.

Data la situazione recessiva e considerate le norme di sanificazione che complicano qualsiasi già complessa organizzazione, questo genere di ampliamento dell’offerta comporterebbe costi davvero insostenibili.

Una strada diversa e possibile è, invece, andare in verticale: identificare uno, due o tre tra i valori fondamentali della propria attività, individuare i servizi connessi erogabili al cliente e concentrarsi sempre più solo su quelli. Fare poco, ma farlo bene. Anzi, più che bene: al massimo. Proseguendo l’esempio fatto poco sopra, significherebbe focalizzarsi sul turismo balneare familiare o di coppia, migliorando la qualità del servizio e, magari, allestendo un ristorante serale sulla sabbia, per rendere l’offerta gastronomica della struttura più attrattiva verso gli stessi clienti che già vi soggiornano.

La chiave diventa: differenziarsi dai competitors, rendersi unici ed inimitabili.

Perfettamente in questo stile verticale, si sta muovendo il ristorante Acquapazza di Cetara. In un borgo marinaro così piccolo, mantenere il distanziamento sociale è difficilissimo. Ad un obbligo di riduzione dei coperti, il titolare del ristorante ha risposto proponendo attività interattive e laboratoriali, puntando tutto su un turismo esperienziale:

"Stiamo riducendo il numero dei tavoli nel rispetto delle norme, mentre gli altri spazi sempre nel rispetto delle norme verranno adibiti ad attività laboratoriali. Abbiamo dunque iniziato a creare delle salette con design attinente al contesto storico del prodotto da raccontare".

I clienti che si siederanno ai tavoli di Acquapazza saranno di meno rispetto agli anni passati: quindi, è di vitale importanza che siano quelli maggiormente in target con i valori dell'attività, potenzialmente interessati ad acquistare più servizi rispetto al passato. 

Anche l’hotellerie a 5 stelle ha dovuto reinventarsi. Abituate ad un target prevalentemente straniero, le strutture ricettive di lusso hanno dovuto cambiare la propria strategia e, per farlo, hanno puntato al massimo sul tailor-made: ogni albergatore ha fatto la propria scommessa specifica, verticale, per attrarre il turismo italiano. 

Tra i molti esempi riportati in un articolo di Quality Travel, l’hotel Romeo di Napoli spicca per il suo investimento in sicurezza. Anzitutto, ha fatto partire il “ROMEO special care”: un progetto che prevede il test immuno-cromatografico gratuito per tutti gli ospiti e lo staff dell'albergo. Poi, con il “ROMEO medical point” ha allestito un vero e proprio presidio sanitario in hotel, a supporto dei clienti. Iniziative come queste possono sembrare perfino estreme, ma saranno sicuramente appetibili per le persone che il ROMEO ha scelto come propri clienti per questa nuova normalità post-Covid: un target estremamente sensibile alla sicurezza sanitaria, anche in vacanza.

Non possiamo stare fermi e sperare di essere scelti da chi ha voglia di ripartire: dobbiamo scegliere l’abito giusto per essere l’opzione perfetta per il cliente che vogliamo.

Crediamo!

Noi, in Justweb, crediamo in questo: aiutare gli imprenditori del turismo della “Terra delle Sirene” che sanno immaginare.

Aiutarli a inventare, aiutarli a credere. Un nuovo posizionamento, una nuova immagine, un nuovo funnel di acquisto, una nuova strategia di distribuzione e di disintermediazione, una nuova conversazione social con communities da rivitalizzare o da ricostruire. Amiamo ciò che facciamo. Ci appassioniamo alle persone e alle loro intuizioni di successo. Le nostre web solutions non raccontano storie qualunque, ma si vestono dei tuoi abiti, sposano le tue idee e diventano la tua vetrina sul mondo.

Anche su questo Nuovo Mondo post-Covid...

tutto da conquistare. 

Insieme!